Paolo, Francesco, Marco - Contadini digitali

contadini per passione 

Contadini per Passione nasce nel 2003 quando Paolo e Marco ereditano dai nonni un aranceto e bisognava rispondere a una precisa domanda: “Che facciamo adesso?”. La risposta è stata: “Coltiviamolo noi!”. Poi l'idea di integrare social network e e-commerce con l'aiuto di Francesco. E così è cominciata l’avventura! 

Nome: Paolo, Marco, Francesco
Età anagrafica: 31, 29, 27
Città: siciliani di nascita
Formazione di partenza: auto-formazione
Lavoro precedente: nessuno
Attuale lavoro da wwworker: contadini digitali, soci nel progetto Contadini per Passione
Cos'è in un tweet: gestione dei nostri aranceti e vendita online attraverso la nostra piattaforma di e-commerce
Compenso/profitto: molto variabile
Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: abbattimento limiti temporali/geografici, flessibilità degli orari, possibilità di raggiungere più clienti, possibilità di sperimentare rispetto ai canali di comunicazione tradizionali
Problematiche riscontrate dal lavoro in rete: scarsa possibilità di "guardare negli occhi i clienti e i partner", magari davanti ad un caffé
Il vostro slogan/motto: costruire un business può essere divertente ed efficace, ma solo se si lavora con le persone giuste

Cos'è Contadini per Passione?
Contadini per Passione nasce dall’idea che si possa e si debba fare una buona agricoltura avendo rispetto e salvaguardando il consumatore finale e l’ambiente in cui si opera. E’ diventato un progetto quando Paolo ha cominciato a riunire professionalità e competenze differenti riuscendo a trasformare quella che era una semplice idea in una grande impresa. Un’impresa capace di utilizzare Internet come trampolino di lancio e come vetrina.

E quanti siete a lavorarci?
Tre persone (Francesco, Paolo e Marco) tutte così uguali nello spirito da voler fare impresa in un settore complicato, per giunta in un momento storico difficile. Il fondatore è Paolo, 31 anni, l’anima conservatrice, il più vecchio del gruppo, considerato un po’ un visionario per le idee e la maniera di gestire il progetto. Poi c'è Kiko, 27 anni, il più giovane e pertanto quello che incarna l’anima innovativa del progetto. Infine c’è Marco, 29 anni, che funge da perfetta sintesi fra le due precedenti figure e che si occupa della parte contabile e della gestione degli ordini.

Come vi siete divisi il lavoro?
Le differenti competenze, frutto di percorsi di studio molto diversi fra loro, sono assolutamente complementari e questo è certamente un punto di forza del progetto Contadini per Passione. Nel team convivono e lavorano assieme più anime e tutte contribuiscono a un completamento di conoscenze che è decisivo perché un’impresa possa crescere nel tempo.

Come, quando e perché avete iniziato con quest'attività?
L’idea nasce nel 2003 quando Paolo e Marco ereditano dai nonni un aranceto e bisognava rispondere a una precisa domanda: “Che facciamo adesso?”. La risposta è stata: “Coltiviamolo noi!”. Ed ecco che è cominciata l’avventura. In seguito si è  aggiunto Francesco, il contadino informatico, visto che cura il progetto del sito web, dell’e-commerce e il web marketing.

Quali le difficoltà?
Dopo le difficoltà dei primi anni, periodo che ci ha consentito di rimettere in produzione l’aranceto, ci siamo trovati a dover convivere col mercato locale. In qualità di semplici produttori, ci siamo trovati costretti a dover soggiacere alle logiche e alla politica della grande distribuzione. Ciò  significava prezzi già predeterminati, poco o zero potere contrattuale e decisionale, costretti alla filosofia del “prendere o lasciare”. A noi non stava bene e così abbiamo iniziato a valutare la possibilità di non continuare a essere semplicemente produttori/conferitori, ma di andare oltre questa dimensione iniziando a curare personalmente anche la vendita. In questo senso abbiamo sposato in pieno il concetto di “filiera corta” in modo tale da accorciare quanto più possibile il momento della produzione con quello dell’acquisto e cercando di eliminare, al contempo, ogni forma di intermediazione. Così facendo il nostro lavoro veniva gratificato economicamente, ma soprattutto veniva apprezzato dal consumatore che da questa situazione ne traeva risparmio.

Quanto il web influisce sul vostro lavoro?
Il web conta tantissimo per noi, praticamente abbiamo basato la nostra attività sul web. Non avendo a disposizione un budget per avviare le più classiche operazioni di marketing tradizionale e convinti che si debba costruire un vero rapporto di fiducia coi propri clienti, Contadini per Passione si basa su un forte uso dei Social Media e dell’Email Marketing per acquisire mercato e rafforzare la nostra posizione. Questo ci consente di penetrare direttamente nel cuore del cliente senza la necessità di rilanciare reclame e slogan promozionali ogni ora del giorno e che alla fine risultano molto invasivi e piuttosto antipatici.

E come vi muovete invece offline?
Di tanto in tanto incontriamo personalmente i nostri migliori partner e i nostri migliori clienti. Questo è facilitato dal partecipare a diversi eventi che si svolgono in varie parti d’Italia e al fatto che uno dei membri vive e lavora a Pisa dove il team fa base per diverse settimane all’anno.

In definitiva come sta andando l'attività?
Diciamo che un primo step è completamente superato e riguarda la principale difficoltà consistita nel superare gli ostacoli ideologici: possono tre ragazzi trasformare una semplice, ma interessante idea in una vera azienda? Può un team di persone con percorsi di vita e professionali così diversi resistere sul mercato e gestire un’impresa economicamente viva in un settore molto particolare dove raramente trova posto l’innovazione? La risposta è stata assolutamente positiva.

Problemi?
Purtroppo la contingenza del periodo ha generato un abbassamento dei consumi. Situazione, che non deve, a parere nostro, trasformarsi in una visione assoluta di impotenza. Dal nostro punto di vista si cerca di colmare il minor consumo con una migliore qualità del prodotto che si acquista, per cui il nostro auspicio è di "consumare meglio". In tal senso la soluzione che noi abbiamo sposato in pieno è quella della filiera corta e dell'acquisto collettivo e solidale, cercando di costruire col consumatore un rapporto di fiducia e di familiarità e invitandolo, qualora non lo sia già, a "mettersi insieme nell'acquisto". Sono i cosiddetti GAS, che permettono di accorciare al massimo il momento dell'acquisto con quello della produzione, con un risparmio economico non di poco conto. Un modo di fare che cerchiamo di sostenere e di invogliare, convinti che i Gruppi di Acquisto Solidale possano innescare un'opportunità.

Come viene vista l'attività di "contadini online" da chi fa il vostro stesso lavoro ma non utilizza il web?
Chi oggi si avvicina a questo settore apporta già degli elementi distintivi. Per esempio molti nostri coetanei che si sono trovati a "fare agricoltura" sono dei contadini un po’ particolari, poiché si tratta molto spesso di persone laureate che magari riescono a vedere il settore agricolo come settore strategico e non come un problema. Lo considerano una risorsa da cui innescare un'opportunità. La rete viene vista come valore aggiunto, capace di allargare i confini classici di un'azienda agricola ed eliminare, addirittura, le distanze. Chi invece eredita un concetto predefinito e obsoleto di agricoltura, chi vuole barricarsi all'interno dei confini della sua stessa azienda, chi diffida dai nuovi canali di comunicazione e di interazione... beh fa e farà molta più fatica


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