Stefano Bonfatti - imprenditore

 Stefano Bonfatti

In rete per presentarsi e incontrare nuovi clienti. Ecco la storia di successo di una officina meccanica modenese che sul web ha aperto la propria finestra sul mondo.

Nome: Stefano Bonfatti
Età: 42
Città: San Possidonio (Modena)
Formazione di partenza: perito elettrotecnico
Precedente lavoro: dipendente dell'azienda
Attuale lavoro da wwworker: imprenditore, titolare di Acciuffi
Cos'è in un tweet: officina meccanica
Fatturato annuale: 1,5 milioni di euro
Potenzialità riscontrate dal lavoro in rete: grande visibilità, ho trovato clienti in ogni angolo del mondo che hanno visitato il sito e mi hanno poi contattato
Problematiche riscontrate dal lavoro in rete: bassa profilazione del cliente, è difficile distinguere le occasioni di business dal rumore di fondo
Il tuo slogan/motto: bisogna credere nelle proprie possibilità, essere motivati, non fermarsi alle difficoltà
Segni particolari: abile commerciale

La storia professionale di Stefano Bonfatti si lega indissolubilmente a quella dell'azienda e della sua terra emiliana. Entra nell'officina meccanica Acciuffi nel 1995 come dipendente e poi in pochi anni diventa imprenditore. “Dal 2000 ho iniziato ad acquistare le quote societarie e oggi sono co-titolare”, racconta con orgoglio.  La Acciuffi è un gioiello di officina meccanica, un brand noto anche all'estero per la lavorazione di materie plastiche e di leghe leggere come alluminio o ottone. L'azienda è anche lo specchio di un tessuto produttivo che si mette subito al lavoro, nonostante le difficoltà e la battuta d'arresto del violento terremoto del 2012. “Diventa importante resistere e lavorare con l'estero, perchè un mercato globale ci consente di operare su committenze ad alto valore e di disporre di una liquidità che il mercato italiano non concede”, precisa Bonfatti

Ciao Stefano, benvenuto. Ci racconti la tua attività?
Lavoriamo per diverse nicchie di mercato, dal settore aeronautico, al farmaceutico, fino al chimico o al militare o ancora all'estetico. Sono molteplici le applicazioni. Sul nostro portale si possono vedere alcune realizzazioni, sono pezzi che vengono lavorati su alcuni materiali specifici. Sono apparati che compongono una macchina completa finita.

Ci descrivi la tua azienda?
Abbiamo diciotto dipendenti e siamo nel modenese, precisamente a San Possidonio. Siamo a dieci chilometri dall'epicentro del forte sisma del 2012: qui abbiamo registrato 200mila euro di danni dopo.

Come siete riusciti a superare la situazione di crisi post-sisma?
Siamo rimasti chiusi un mese e mezzo, poi abbiamo messo tutto in agibilità provvisoria. Abbiamo lavorato però in esterno. Appena abbiamo potuto ricominciare l'attività abbiamo ripreso, anche se non con i ritmi precedenti. Buona parte dei clienti della zona ha avuto problemi e ha dovuto delocalizzare. Insomma si è ripartiti col freno a mano tirato.

Da quali figure è composta la tua azienda?
Abbiamo dagli operatori specializzati, dai programmatori sui torni a quelli di controllo sui centri di lavoro. Sono figure diverse tra loro con skills specifici. Abbiamo anche due addetti al controllo qualità che è fondamentale. Oggi non si deve dare solo un pezzo finito, ma ci deve essere tutta un'altra parte di servizio, con le eventuali certificazioni da allegare al cliente e che provano i processi di lavorazione e gli strumenti di misura. Marcature, montaggi, trattamenti sono tutti registrati. Il particolare finito per noi è un mantra, offriamo un pacchetto, siamo anche dei consulenti oltre che produttori

Chi sono i vostri  clienti?
Abbiamo diversi clienti all'estero intercettati e gestiti grazie al supporto tecnico e commerciale ed ai servizi export di Ego International. Ci inviano disegni  che preventiviamo. Dall'estero le aziende che ci contattano e delle quali prendiamo gli ordini arrivano soprattutto dal settore chimico e da quello farmaceutico. E ci scrivono dalla Germania, dall' Olanda e dalla Francia.

Perchè è importante avere questa finestra con l'estero?
Avere questi clienti è utile, è un bel polmone considerando il mercato italiano ultimamente molto stagnate, senza un minimo di programmazione e con tassazione molto elevata. Anche perchè le lavorazioni italiane sono molto richieste sul mercato estero.


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