La famiglia che riparte dalla terra e dalla rete

Questa è la storia di una promessa mantenuta e in fondo di più vite che si reinventano nel segno dell’amore per la terra di Sicilia.

«Quando è venuto a mancare mio suocero gli ho fatto la promessa di non abbandonare le terre siciliane che lui da sempre aveva curato». Così con la sua famiglia Mattia Ciato, 45enne albergatore milanese, si è trasferito tre anni fa a Trappeto, tremila anime nella cinta palermitana che si affaccia sul golfo di Castellammare. Da lì ha iniziato a curare gli olivi di famiglia e a valorizzare il pregiato olio, dando vita a La Nocellara, azienda che produce e vende specialità alimentari, principalmente a ristoratori e albergatori.

Poi la pandemia e il passaggio ad una clientela privata e connessa online. «Tutti i prodotti sono acquistabili sul nostro sito. Il core business è l’olio, grazie all’oliva nocellara del Belice molto pregiata e che nasce dalle nostre mille piante di olivo, ma siamo impegnati nella produzione di limoni e di un liquore al limone chiamato trappetello. Ci sono poi la caponata siciliana, i pomodori seccati al sole, le conserve e le farine fatte con i grani antichi», precisa Mattia. L’obiettivo è riscoprire la cultura di un tempo e raccontarla su Facebook, Instagram e su Lanocellara.it.

Questi profili social hanno permesso di ampliare la portata del business, arrivando a dialogare con un pubblico completamente nuovo e internazionale. «Per promuovere lo shop online passiamo necessariamente dai social e creiamo contenuti con video e immagini: si tratta di ricette che generano interazioni con la clientela. In tutto questo racconto mi dà una mano mio figlio. Ci ha contattato persino un ristoratore siciliano ora di base a Miami».

Il rapporto con i rivenditori, tradizionalmente basato su interazioni offline, è diventato sempre più digitale: ecco perché Mattia sta implementando Instagram Shopping per rendere ancora più immediato l’acquisto al pubblico.

«Se non ci fosse stato Internet nell’anno segnato dall’emergenza della pandemia sarebbe stato un disastro. Un’azienda piccola come la nostra ha avuto in mano gli stessi strumenti delle grandi realtà. In questo il digitale è abilitante. Abbiamo sperimentato la crescita esponenziale dei prodotti di nicchia, anche perché la gente vuole mangiare bene anche stando a casa: non a caso mi chiedono informazioni sulla filiera».

Questo articolo a firma di Giampaolo Colletti è uscito su Metro il 21.05.2021


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