L’artigiana che si allea con la figlia e scommette su Internet per non chiudere

L’artigianato artistico è la passione della sua vita ed è diventato nel tempo anche la sua professione. Così decide di aprire la bottega all’interno di casa, nella splendida costiera sorrentina, e di girare le fiere per vendere. Ma le cose non vanno bene e in soccorso arriva Internet, che le apre i mercati di mezzo mondo. Quelli attenti al bello, alla qualità, al lavoro artigianale. Storia di Nina Palomba e delle sue Ceramiche del Castello. Leggi la sua storia nella quinta puntata di questo viaggio nel Made in Italy che punta sul digitale: dieci storie dai partner di vendita italiani di Amazon raccontate per la community dei wwworkers.

Tante vite in una sola. Nel segno delle proprie passioni. Questa è la storia di Nina Palomba, 53enne sorrentina di nascita e oggi residente a Massa Lubrense, quindicimila anime nell’area metropolitana di Napoli. «La mia più grande fortuna è stata quella di avere un papà che ha sempre rispettato le mie idee. Ho frequentato l’Istituto d’Arte nella sezione legata al mobile a intarsio e ho incontrato docenti dai capelli bianchi che mi hanno inculcato l’amore per l’artigianato», ricorda Nina.

Così quando era giovane ha cominciato a scolpire le cortecce degli ulivi o i tronchi degli alberi, riproponendoli in sfaccettature cromatiche realistiche. Poi l’abilitazione all’insegnamento e una carriera sfumata per dolo e per un soffio. «Quel percorso mi è stato soffiato e ho cominciato ad avvicinarmi a nuove forme anche artistiche di lavoro. Così ho lavorato come tappezziera e poi ho aperto una piccola impresa di ricami: ho sempre avuto la passione per pizzi e merletti. Ho iniziato una piccola attività imprenditoriale legata al ricamo, poi sono passata al restauro e poi ancora ho raccolto l’invito di amici e colleghi di avvicinarmi alla scuola: ho iniziato ad insegnare in un piccolo laboratorio di ceramica delle scuole medie a Massa. Si trattava di un laboratorio nel quale educavo le nuove generazioni alla decorazione e alla tecnica della ceramica», racconta Nina.

Oggi la sua impresa prende il nome di Le Ceramiche del Castello. Nina vende all’interno della vetrina Amazon Made in Italy e aderisce al programma Accelera con Amazon. Di fatto offre una vasta gamma di oggetti in maiolica realizzati mediante le antiche tecniche di lavorazione della ceramica: complementi di arredo per ogni ambiente della casa, l’illuminazione, le idee regalo per ogni occasione, le bomboniere per ricordare giorni speciali, le insegne per le attività e le abitazioni, l’oggettistica per rendere unica la propria casa, il proprio ufficio e altro ancora.

Casa e bottega. E Amazon. Oggi il suo studio d’arte è una bottega all’interno di una porzione di casa a Massa Lubrense Centro. «Negli anni ho tirato avanti con fiere, eventi, sagre, mostre. Obiettivo: eccellenza nella qualità e nel risultato finale. Che significano in qualche modo “mai accontentarsi”. Nel 2016 stavo per chiudere a causa di un lavoro mai pagato e avevo giurato a me stessa di smettere. Poi mia figlia mi ha fatto desistere. E anzi, ha cambiato il corso della mia vita». Già, perché tutto nasce dall’alleanza tra una mamma e una figlia perché proprio la figlia di Nina, partita all’età di diciotto anni per studiare all’Università di Urbino, al rientro ha detto: “Tu mamma non chiudi”. E così è stato per Nina. «Ha studiato per aprire questo negozio online. Io non ci credevo. I giovani vivono di utopia, ma sanno anche restare coi piedi per terra. Lei mi ha rispettato, ascoltato e abbiamo lavorato in sinergia. Diciamo che è stata una ripartenza. Un dialogo costante tra lei e me. Mi ha fatto capire l’importanza di Internet. È stata dura arrivare ad avere cinque stelle, ma ce l’ho fatta».

Dall’Italia al resto del mondo. Oggi i clienti di Nina abitano un po’ ovunque. «Mi chiedono lavori dall’estero, anche dall’Inghilterra o dalla Germania: i tedeschi amano il mio lavoro. All’inizio della pandemia è stato un incubo: nel primo mese non abbiamo venduto niente e sono saltate ovviamente tutte le sagre e le fiere. Poi però si è risvegliato tutto e abbiamo recuperato e lavorato benissimo e i clienti oggi ci contattano direttamente sul sito o su Amazon». Il riferimento al Castello è un omaggio alla sua terra e ai suoi anni da bambina. «Da piccola con la mia sorellina andavo a giocare in questa tenuta, il Castello dell’Annunziata che mio papà aveva in gestione. Si tratta di un edificio storico più rilevante del quale sono rimasti negli anni una torre cilindrica e i bastioni. Facevamo a gara per cercare cocci di ceramica. Da quei cocci ho tirato fuori il mio futuro». Nina si è reinventata con Internet. E ne va orgogliosa. «La cosa più preziosa oggi per vendere online èla relazione che si instaura con la community. Quindi il dialogo e prima ancora l’ascolto con i clienti. E ancora l’umiltà in ciò che si fa: questo è il più prezioso insegnamento dei miei genitori».

One thought on “L’artigiana che si allea con la figlia e scommette su Internet per non chiudere

  • Franca Gallo

    La storia di Nina è la storia avvincente di una donna coraggiosa che ha avuto la ventura, ma anche la fortuna, di fare della sua passione un lavoro.
    Direi che è esemplare soprattutto per i giovani, i quali possono prenderla ad esempio nel loro percorso, traendo il giusto incoraggiamento a non demordere, a tener duro, perché nessun obiettivo valido si trova a portata di mano.
    Anzi, più ardua è la strada tanto maggiore, sarà la soddisfazione alla fine di essa.
    Lo posso affermare con assoluta sicurezza dall’ alto della mia esperienza di balda settantenne, che in passato è anche stata insegnante per decenni.


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